La suggestiva proposta del porticciolo di Torre Faro

Riprende vita, dopo quasi 40 anni, anche se in maniera assai ridimensionata, la suggestiva proposta del porticciolo di Torre Faro. I meno giovani, infatti, ricorderanno le battaglie condotte da alcuni impavidi giovani degli anni ’80 che, riunitisi nella cooperativa di lavoro “Marinafaro”, presero in appalto i lavori di pulizia dei laghi di Torre Faro e Ganzirri, su cui i coltivatori di cozze e vongole, all’epoca (ndr: ma in buona parte anche oggi), esercitavano un dominio incontrastato. Ciò allo scopo di rendere le lagune fruibili alla collettività, ma anche per un rilancio turistico dell’intera area di Capo Peloro.

Il progetto della cooperativa di lavoro “Marinafaro”

Il sodalizio, infatti, avrebbe dovuto dotare le due lagune di servizi e mezzi che, nell’assoluto rispetto dell’ambiente e della natura circostante, avrebbero consentito ai turisti (e non) di apprezzare, da vicino, quella che poi – nell’anno 2001 – è divenuta la “Riserva Naturale Orientata della Laguna di Capo Peloro“. Progetto questo che avrebbe dovuto avere come suo epilogo, la realizzazione di un porticciolo turistico ecosostenibile e rispettoso del delicato equilibrio – poi finalmente riconosciuto – dell’ambiente circostante. Tali progetti non sono mai stati realizzati, mentre (in special modo) la laguna di Torre Faro è stata nuovamente pervasa dall’allevamento intensivo di mitili.

La suggestiva proposta del porticciolo di Torre Faro

Da qualche giorno, sui canali social, ha ripreso vita la suggestiva proposta del porticciolo di Torre Faro. Con i dovuti distinguo rispetto all’idea originaria, anche perchè di durata limitata ed in proporzioni minori, il nostalgico utente del più famoso dei social propone una soluzione alla problematica che, negli ultimi mesi, ha contrapposto i diportisti di Torre Faro con l’autorità demaniale e l’amministrazione comunale.

L’operazione tolleranza zero ed il suo reale scopo

Come si ebbe a dire su questo blog, la cosiddetta “operazione tolleranza zero“, sebbene scattata per porre un freno alla situazione di particolare degrado che avrebbe interessato l’arenile che si estende da “Punta Palazzo” al “Lanternino”, in realtà non era altro che il preludio ad un’altra più drastica operazione. Il Piano Spiagge, attualmente preadottato, infatti, porterà alla rimozione forzata delle imbarcazioni da diporto da aree che, per tradizione ultracentenaria, sono state sempre preservate all’alaggio ed al varo.

La proposta dell’utente di Facebook

Ritornando al problema del varo ed alaggio delle imbarcazioni, l’intraprendente utente social ha proposto la realizzazione di un pontile galleggiante nel lago di Torre Faro per consentire l’ormeggio delle barche dei diportisti e dei pescatori. Tale soluzione, da suggerire alle succitate amministrazioni, consentirebbe di comporre, almeno provvisoriamente, la querelle con i predetti enti, in attesa che si realizzino i porticcioli lungo la riviera nord di Messina, come quelli già esistenti sulla costa calabra.

Il consenso dei commentatori ed i vincoli ambientali

E’ inutile dire che la proposta avanzata dal solerte utente di facebook, ammesso e non concesso possa effettivamente realizzarsi, ha trovato il consenso di gran parte dei commentatori che, tuttavia, hanno anche riconosciuto l’obiettiva difficoltà di superare i vincoli, a volte insormontabili, che tali tipi di aree impongono.

La suggestiva proposta del porticciolo di Torre Faro

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