Il fenomeno della Lupa a Torre Faro

Cos’è il fenomeno della Lupa

Questa mattina, a Torre Faro si è potuto ammirare il fenomeno atmosferico detto la “Lupa”. E’ una nebbia molto densa che ha origine dall’incontro di masse di aria calda con la superficie del mare, che ha temperature molto più basse. Si produce vapore che, spinto da venti deboli, si condensa in nubi alte anche centinaia di metri, che possono inoltrarsi nei litorali. Crea problemi di visibilità, sia per la navigazione nello Stretto di Messina, sia per le persone sulla terraferma quando questo fenomeno raggiunge le coste.

Origine del nome del fenomeno della Lupa

Ci sono tante versioni relative al nome Lupa di mare e non si ha certezza di quale di queste sia quella più attendibile. La più plausibile è quella che fa riferimento al suono emesso dalle navi, per indicare la propria posizione, durante la navigazione tra le nubi della Lupa. Un tempo il suono si produceva tramite una conchiglia detta brogna, che aveva un suono simile all’ululato del lupo. Un’altra ipotesi è legata alla religione cristiana, che identifica il lupo con il diavolo. I pescatori, temendo questo strano evento atmosferico, lo chiamavano così. Sempre ai pescatori è collegata un’altra ipotesi. Durante il fenomeno della Lupa, non andare a pescare, causa la scarsa visibilità, era un problema per chi manteneva la propria famiglia con questo lavoro. È quindi legata al detto “avere la lupa nello stomaco”, cioè avere una fame da lupi.

La mitologia e la Lupa

L’ultima versione sull’origine del nome racchiude un racconto mitologico, la leggenda di Scilla, legata al suono delle navi simile all’ululato. Come narrano Iginio e Ovidio, Scilla era una ninfa che viveva in Calabria, ma faceva il bagno nelle acque dell’antica Zancle. Una sera dal mare vide apparire Glauco, un uomo diventato un dio marino, dalle sembianze metà umane e metà di pesce. La ninfa impaurita dal suo aspetto scappò. Glauco, allora, chiese alla maga Circe un infuso per farla innamorare, ma lei invaghita del dio, che la rifiutò, decise di vendicarsi. Versò una pozione nelle acque in cui Scilla era solita fare il bagno, trasformandola in un mostro con sei teste di cane lungo la vita e con delle gambe serpentine lunghissime. Secondo alcuni racconti mitologici, mantenne dalla vita in su il suo aspetto da donna, mentre secondo altri possedeva anche sei teste serpentine. Scilla vedendo il suo riflesso in acqua, si nascose in una grotta sul mare dalla quale emetteva dei versi simili agli ululati di un lupo.

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