Eccidio di Sant’Anna di Stazzema

Oggi ricorre il 79° anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, dove i nazifascisti uccisero 560 civili, tra cui 130 bambini. Certamente, quella consumatasi sui monti dell’Alta Versilia è una delle pagine più tragiche della seconda guerra mondiale.

La mattina del 12 agosto del 1944, nella piccola frazione di Stazzema, in provincia di Lucca, tutti gli abitanti del piccolo comune, la maggior parte dei quali donne, bambini e anziani, vennero radunati nel piazzale della chiesa e uccisi a colpi di mitra, per poi essere dati alle fiamme. Uccisero, addirittura, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, una donna che in quel preciso istante aveva le doglie del parto, una giovane madre, otto fratellini con la loro mamma ed il prete del paese che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente.

Le violenze nazifasciste perpetrate nella zona diedero il via alla tristemente nota “marcia della morte“. Tale marcia, finalizzata allo sterminio della popolazione civile per fiaccare la resistenza partigiana, ebbe il suo culmine, verso la fine di settembre dello stesso anno, nell’eccidio di Marzabotto.

I fatti di Sant’Anna di Stazzema rimasero quasi sconosciuti, al di fuori dalla comunità locale, fino alla metà degli anni Novanta. I fascicoli su decine di crimini di guerra commessi in territorio italiano, durante l’occupazione nazifascista, infatti, hanno visto la luce solo in questi ultimi decenni. Il plico dell’eccidio di Sant’anna di Stazzema si trova negli scantinati di palazzo Cesi-Gaddi a Roma, ove è conservato nel cosiddetto “armadio della vergogna“.

Torre Faro Blog si unisce alle commemorazioni sull’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.

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