Capo Peloro: meglio l’autonomia a questo decentramento

Pietro Currò e Massimiliano Minutoli incontrano le municipalità

Da qualche settimana si è concluso il calendario degli incontri che gli assessori Pietro Currò e Massimiliano Minutoli hanno avuto con i rappresentanti delle sei municipalità, per parlare di autonomia e decentramento. Nel corso degli incontri, infatti, i partecipanti hanno affrontato il tema dell’attuazione del decentramento amministrativo previsto dalla legislazione nazionale. Con particolare riferimento all’ultimo di tali incontri, quello con la VI^ municipalità, l’Assessore all’Attuazione del Decentramento Amministrativo, Pietro Currò, ha ribadito l’importanza delle amministrazioni periferiche che, pur essendo consapevoli di ricoprire un ruolo di frontiera, debbono farsi portavoce degli interessi delle singole comunità, anche se in raccordo e sinergia con il Sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale. A tali dichiarazioni ha fatto eco il presidente della VI^ municipalità. Pagano, ha posto l’accento sulle caratteristiche del suo territorio, costituito da ventuno villaggi, ognuno con le sue problematiche, ma tutti ricchi di tradizioni culturali e bellezze naturalistiche. Il presidente Pagano ha anche auspicato che ci sia, da parte dell’amministrazione centrale, non solo la volontà di attuare percorsi condivisi, ma anche quella di dotare l’amministrazione periferica degli strumenti indispensabili per la valorizzazione dei luoghi.

La legge sul decentramento degli enti locali

Come è noto, il problema delle dimensioni territoriali dei Comuni è stato affrontato a livello nazionale negli anni 2000, allorquando si pensò di risolverlo con la legge sul decentramento degli enti locali. Secondo la suddetta legge, i comuni avrebbero dovuto trasferire alle circoscrizioni – ora municipalità – molte delle loro competenze, comprese quelle relative alla possibilità di spesa sul territorio, adeguata alle disponibilità economiche loro concesse. Ebbene, tale legge non è mai stata attuata, anche se, con la finanziaria del 2008, quando sembrava che i tempi fossero già maturi, le si diede un ulteriore impulso con l’applicazione del requisito dimensionale. In buona sostanza, nell’ottica della spendig review, di cui all’epoca si incominciava a parlare, solo i comuni con un certo numero di abitanti potevano applicare il suddetto decentramento.

I problemi nell’attuazione del decentramento

Il Comune di Messina, per numero di abitanti, sarebbe nelle condizioni di applicare la suddetta legge, ma evidentemente deve poter superare una serie di problematiche. Una fra tutte, quella del rilevante potere assunto, nel corso degli anni, dalla politica che riesce a far passare l’erogazione di normali servizi pubblici come “grandi favori” alla comunità. Favori quest’ultimi che, poi, impietosamente, fa valere, o meglio pesare, nelle future tornate elettorali. E’ facilmente intuibile che la mancata attuazione del decentramento amministrativo dipenda proprio da siffatto potere politico che, certamente, non ha alcun interesse a votare le norme e/o i regolamenti con cui si dovrebbe dare attuazione pratica al decentramento.

Capo Peloro: meglio l’autonomia a questo decentramento

Detto questo, non vi è dubbio che in un territorio come Capo Peloro, ad elevato potenziale economico, questo decentramento non basta. Motivo per cui non sarebbe un azzardo affermare che la suddetta area ha bisogno, più che di un decentramento, di una vera e propria autonomia, attuabile solamente mediante costituzione di un’autonoma entità. La realizzazione di tale progetto, secondo alcuni, potrebbe costituire per il Comune di Messina una grave perdita nell’ottica del rilancio della città che, infatti, si dovrebbe privare di un territorio sul quale ha riposto le basi della sua rinascita. Ma è vero che ciò comporterebbe, non solo un notevole alleggerimento nella gestione – oggi assai gravosa – dei suddetti territori, ma permetterebbe a questi ultimi di sviluppare le enormi potenzialità economiche (turistiche etc.), sino ad oggi, confinate solo in idee, progetti e promesse che hanno messo in evidenza le gravi difficoltà del Comune di Messina nella gestione dell’attuale conformazione territoriale.
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