Santo Stefano Briga tra autonomia identità e tradizioni

Come è noto, la particolare struttura del territorio comunale di Messina ha favorito, da sempre, lo sviluppo di piccole realtà autonome per tradizioni e cultura. Non a caso, la città è in qualche modo circondata da piccoli villaggi con una loro storia a sé. Uno di questi è Santo Stefano Briga, villaggio appartenente al Comune di Messina, che, tuttavia, dall’unità d’Italia fino al 1928 ha costituito comune autonomo. Quel che resta della Casa Comunale, in pessime condizioni di manutenzione, è ancora visibile, anche se non è facile comprendere le ragioni dell’abbandono. L’antico palazzo, infatti, seppur oggi fatiscente, potrebbe essere recuperato e fruito da una comunità che è sempre stata viva, attiva e dotata di una forte identità.

Le ragioni dell’abolizione dell’antico Comune di Santo Stefano Briga

Si sconoscono, peraltro, le ragioni dell’abolizione dell’antico Comune di Santo Stefano Briga che non poteva, neanche, essere considerato come una sorta di inutile “enclave” all’interno del comune di Messina. Il suo territorio, infatti, nella parte più a monte confina con il territorio del Comune di Monforte San Giorgio. In definitiva, ragioni che giustifichino l’utilità, anche attuale, di un ente pubblico autonomo e distinto, rispetto a quello di Messina, ve ne erano e ve ne sono. Basti pensare al fatto che quella di Santo Stefano Briga è una comunità legata all’entroterra montuoso con esigenze diverse da quelle di Messina, che, invece, è ed è sempre stata, essenzialmente, una città di mare.

Il nucleo abitativo più antico, il rione di San Rocco

Le origini, per così dire, “montane” del villaggio conducono il visitatore al nucleo abitativo più antico, il rione di San Rocco che prende il nome dall’omonima chiesa. Situato, rispetto al villaggio, in posizione ancora più elevata ed impervia, stupisce per la sua struttura e collocazione. Il rione, infatti, è costituito da vicoli strettissimi, quasi inaccessibili e sicuramente scomodi, a causa di una collocazione delle abitazioni ad incastro, come a voler nascondersi e ripararsi da una realtà nemica incombente. Trattasi di una tecnica abitativa e di costruzione degli alloggi oggi inconcepibile, abituati come siamo ad esigere strade larghe, comode ed accessibili ad ogni tipo di mezzi.

Gli abitanti del piccolo quartiere di San Rocco

Chi ancora vive nel piccolo quartiere, certamente, non può raggiungere la propria abitazione se non a piedi, attraverso scomode ed irregolari scalinate. Eppure, le abitazioni sono strette tra di loro, quasi in un abbraccio, spinto dal desiderio di non allontanarsi dalla rocca su cui è costruito, di sfuggire da ogni contatto col mondo esterno, pericoloso e, tutto sommato, non necessario, non utile, in una prospettiva opposta all’attuale tendenza della interconnessione e globalizzazione.

L’improvvisa apertura di panorami e visuali dalla montagna sovrastante

Tutto questo, però, non impedisce l’improvvisa apertura di panorami e visuali dalla montagna sovrastante che, con i suoi 1.200 metri, incombe vicinissima, al mare, in fondo, allo stretto nella sua ultima parte ed ad una punta di Calabria che si intravede, di là dal mare. Inutile dire che molte delle abitazioni sono oggi vuote. I giovani preferiscono abitazioni più facilmente raggiungibili e, comunque, oggi le fonti di sostentamento non sono più legate alla montagna, se non in misura ridottissima. In ogni caso, le abitazioni sono ancor oggi curate, segno della presenza di un nucleo che ancora resiste, a costo di fare le scale con le buste della spesa in mano e chissà quante volte al dì.

Il presepe vivente di Santo Stefano Briga

In questo particolare contesto, la parrocchia di San Giovanni ha organizzato il presepe vivente di Santo Stefano Briga. Attraverso i vicoli è possibile ammirare i numerosi figuranti, parti di strutture abitative oggi non più utilizzate, arnesi e strumenti di lavoro che ci riconducono al passato di pastorizia ed agricoltura della comunità, nonché agli antichi mestieri: il panettiere, le donne che filano, il fabbro, il pastore ed i suoi prodotti, il mugnaio, lo zampognaro. Al termine del faticoso percorso, pane, salsiccia e vino allieterenno i visitatori, aiutandoli sicuramente a recuperare le energie spese.

IMMAGINI DAL PRESEPE VIVENTE DI SANTO STEFANO BRIGA 2023

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