Mettiamoci una pietra tombale sopra il Ponte

Mettiamoci una pietra tombale sopra il Ponte sullo Stretto di Messina, l’opera che, sicuramente, ha fatto più discutere nella storia contemporanea d’Italia. Ciò non solo per la grandezza dell’opera, ma soprattutto per le molteplici criticità ingegneristiche ed economiche che un progetto di tale portata comporta. Non a caso, di Ponte sullo Stretto se ne discute da oltre cinquant’anni, ma solo negli ultimi decenni, da ultimo con il governo Meloni, si è dato un notevole impulso alla sua realizzazione.

Motivo di forte scontro politico tra destra e sinistra

Oggi più che mai, la questione relativa alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina è diventata motivo di forte scontro politico tra i partiti di destra, che la ritengono indispensabile per la rinascita economica del sud e dell’Italia intera, e quelli di sinistra che la considerano opera inutile ed esageratamente dispendiosa di risorse pubbliche che, invece, potrebbero essere utilizzate in altro modo. Senza per questo volere dimenticare il significativo impatto sull’ambiente ed i rischi intrinseci legati alla sua realizzazione. Lo Stretto di Messina è, infatti, tra i luoghi più sismici del mediterraneo.

L’intervista di Fanpage.it al geologo Mario Tozzi

Intervistato da Fanpage.it, il geologo Mario Tozzi, noto divulgatore scientifico e conduttore televisivo, ha messo una vera e propria pietra tombale sull’ambiziosa ed inutile realizzazione dell’ecomostro. Questo in parte il suo funesto, ma realistico pensiero:

Non ha senso fare un ponte che unisce due cimiteri

Non ha tanto senso fare un ponte che unisce, in caso di sisma, due cimiteri. Forse è meglio mettere i denari nell’adeguamento antisismico di quei luoghi. Siamo di fronte a un paradosso senza fine. Hai usato denaro pubblico invece che per la sicurezza dei cittadini per un’opera faraonica la cui utilità è dubbia. Non ti assolve nessun tribunale intergenerazionale”.

Un progetto vecchio di anni risistemato in quattro mesi

Il numero delle criticità è stato indicato dal comitato tecnico. È un progetto vecchio di anni, ti fanno delle osservazioni e tu ci metti quattro mesi per rimetterlo a posto? Beh, complimenti. C’è una gran fretta, una grandissima fretta. Che è sospetta. Queste cose andrebbero discusse con una calma molto maggiore. Stai facendo una cosa che passa pure sulle generazione future. In questo senso io ho richiamato anche l’articolo 9 della Costituzione, perché ti devi preoccupare anche di loro. Se fai un progetto definitivo nuovo di zecca in quattro mesi, posso immaginare come sarà il progetto esecutivo”.

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