Il Prof. Risitano scrive ai giornali

Il Prof. Risitano scrive ai giornali

Il Prof. Ing. Antonino Risitano ha scritto una lettera ai direttori di vari giornali per replicare a un articolo che ha citato un portavoce anonimo della società Stretto di Messina. Risitano difende le sue affermazioni sull’inadeguatezza dei cavi principali del Ponte sullo Stretto di Messina, sostenendo di avere una vasta esperienza nel settore dell’ingegneria meccanica e di possedere una conoscenza approfondita della fatica dei materiali. Egli contesta le dichiarazioni del portavoce, sostenendo che i cavi proposti sono effettivamente dei prototipi e che la macchina di prova proposta per valutarne la resistenza a fatica non è adeguata.

La necessità di testare la resistenza a fatica dei cavi

Risitano fa riferimento alle pagine 42 e 43 del progetto definitivo del Ponte di Messina, sostenendo che tali pagine confermano la necessità di testare la resistenza a fatica dei cavi principali, che egli definisce come prototipi. Inoltre, sottolinea che la tipologia di cavi proposta, chiamata PPWS, non è mai stata utilizzata in coppia come suggerito per il progetto del ponte di Messina, rendendo quindi i cavi dei veri e propri prototipi. Egli contesta inoltre la validità delle prove di fatica proposte, sostenendo che le macchine indicate non sarebbero adeguate per tali test e che le prove proposte sarebbero inefficaci.

La richiesta ai giornali di pubblicare la sua replica

Infine, Risitano chiede ai direttori dei giornali, in particolare a quello della Gazzetta del Sud, di pubblicare la sua lettera, in modo da garantire una corretta informazione pubblica sull’argomento. Egli si dichiara pronto a un dibattito pubblico con il Comitato Scientifico della Stretto di Messina, sostenendo che i suoi rilievi non temono confronti scientifici, e conclude la lettera sottolineando l’importanza dell’argomento in questione.

In sintesi, il Prof. Risitano scrive ai giornali per contestare le affermazioni della Stretto di Messina riguardo ai cavi principali del Ponte sullo Stretto di Messina, difendendo le proprie competenze e esperienze nel settore dell’ingegneria meccanica e della fatica dei materiali, e contestando la validità delle prove di fatica proposte per i cavi.

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