Il ponte sullo stretto è già crollato

Il ponte sullo stretto è già crollato, ma sotto il peso degli espropriandi. Questo è quello che vien da dire se si pensa all’elenco delle ditte proprietarie che subiranno gli espropri relativi alla realizzazione del ponte. La società Stretto di Messina, infatti, ha pubblicato stamane l’elenco degli espropriandi, lista questa rilasciata anche sui siti internet della Regione Calabria e della Regione Sicilia e scaricabile cliccando sul seguente link: https://strettodimessina.it/web/espropri-sdm/. L’elenco si trova affisso anche agli albi pretori dei comuni interessati dalla realizzazione dell’ecomostro.

In questa fase, tutti gli interessati potranno prendere visione della documentazione relativa al piano espropri e formulare eventuali osservazioni. Sportelli informativi e spazi dedicati verranno messi a disposizione dal comune di Messina, per l’analisi della documentazione.

Inoltre, al Palacultura sarà allestito un info point a disposizione di tutti gli interessati. Personale tecnico presterà assistenza a chiunque volesse, previa fissazione di un appuntamento telefonico ai seguenti numeri: 06.85826210 – 06.85826230 – 06.85826270. Lo sportello sarà aperto lunedì dalle 15 alle 17; martedì e mercoledì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17, ad esclusione dei giorni festivi.

I Comitati NoPonte, a seguito dell’odierna pubblicazione ad opera della Stretto di Messina, hanno annunciato che presenzieranno all’apertura dell’info point, per coordinare l’offensiva legale che sommergerà di ricorsi la predetta società. La legge n. 58/2023, infatti, ha stabilito all’art. 3 bis che, entro il mese di giugno 2023, avrebbe dovuto essere adottato un decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Tale decreto avrebbe dovuto prevedere, riguardo alle procedure espropriative, la creazione di un cassetto virtuale ed un fascicolo virtuale, per favorire l’accesso agli atti degli interessati e garantire pubblicità e trasparenza alle procedure. Ebbene, di tutto ciò non vi é traccia e tale mancanza costituisce l’ennesima violazione, per giunta, di una legge che gli stessi pontisti hanno emanato.

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